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La Gazzetta del 27/10/2025

Jos Farriel – E vabbè, portiamo a casa questo punto ma sono stufo di vedere le follie del mister. Premetto che mi piace Zauri, ma mo’ basta con le fantasie e la fantascienza. Abbiamo sempre giocato con la difesa a 4 e oggi, contro il Rimini (che non ha nemmeno i soldi per la trasferta e il morale a terra), schieriamo la difesa a 3 con poi due terzini sugli esterni, per un totale di 5 difensori. Abbiamo la visione tattica di andare in avanti e crossare con due terzini che si ritrovano in attacco, con i piedi che sono quello che sono. Due punte che non si cercavano mai e si pestavano i piedi per caratteristiche e posizioni in campo.
Con il Rimini io avrei osato rimanere a 4 dietro, avrei chiesto a Brunet di fare sacrificio dal primo minuto, con a centrocampo Brunet, Gargiulo e Serra. In attacco Padula a destra, Magnaghi e Gala a sinistra in attacco a sfruttare inserimenti e tagli al centro per il tiro.
La cosa che mi fa rabbia è che, con un pubblico del genere in casa, dovremmo essere un rullo compressore ed invece, tramite strane fantasie del tipo giochiamo oggi con 5 difensori, oppure altre scelte horror viste in altre partite, perdiamo sempre punti in casa.
Ida Della Tempra – Brunet doveva giocare sin dall’inizio. È l’unico capace di contrastare a centrocampo. Mancano le verticalizzazioni, facciamo mille passaggi orizzontali prima di arrivare in porta. I cross in area sono inutili quando non hai attaccanti alti.
Franco Franzinelli – Campobasso-Rimini 1-1: Cuore, grinta e un pizzico di sfortuna. Un pareggio che non rende giustizia ai rossoblù e lascia tutti con l’amaro in bocca. Il Campobasso ha giocato, costruito, ci ha creduto fino all’ultimo, ma non è bastato per piegare un Rimini che ancora una volta esce imbattuto dal Molise: due vittorie e due pareggi in quattro incontri. Eppure la partita ha raccontato altro. Un tiro splendido di Magnaghi si è stampato all’incrocio dei pali, e almeno un paio di occasioni limpide sfumate, una squadra che ha mostrato carattere e identità. Ai punti, i Lupi avrebbero meritato il bottino pieno. Rammarico o rimorso ? Forse un po’ di entrambi. Ma se il risultato non premia, la prestazione parla chiaro: questo Campobasso c’è, gioca, convince. E soprattutto cresce. Il campionato è lungo, e la strada è ancora tutta da scrivere. Perchè la vera differenza, alla fine, la fa chi non smette mai di credere e provarci.
